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Fioriture ottobre 2011
Cattleya Porcia "CANNIZARRO" am/aos
La Cattleya Porcia ‘Cannizarro’ ha ricevuto AM dalla RHS nel 1936 e dalla AOS nel 1951 ed un FCC/AOS postumo, nel 1988.
La Cattleya Porcia nasce da un incrocio fra C. bowringiana x C. Armstrongiae (Hardyana x loddigesii),
registrato da H.G. Alexander nel 1927. Questa pianta proviene dalla collezione di Guido De Vidi. Foto 23-10-2011.
La serra delle meraviglie
Barnet novembre 1818
Quando William Cattley entrò quel mattino nebbioso nella sua serra vittoriana si stupì incredibilmente, sapeva di aver a che fare con delle piante
particolari dai bulbi strani, ma mai avrebbe pensato di vedere una fioritura così straordinaria. Mandò subito a chiamare John Lindley,
padre della moderna orchidologia, con il quale aveva già collaborato per la catalogazione di altre piante, Lindley esaminò la pianta dando al
genere il nome di cattleya e l’epiteto specifico diventò labiata dal latino labium perché era la parte più vistosa del fiore.
Cattleya labiata Lindl., Coll. Bot.: t. 33 (1824).
Ecco la
labiata come è apparsa a me ieri in serra da Guido De Vidi.. una fioritura straordinaria.
Visitare la serra di Guido De Vidi è sempre un evento straordinario, anche in un
periodo come questo quando le fioriture non sono al massimo, 4000 circa specie ed una atmosfera da giungla brasiliana fanno sempre sensazione.
Paphiopedilum × areeanum O.Gruss (2001) bella e delicata specie, la serra era piena di fioriture di paphiopedilum.
sinonimo Paphiopedilum rhizomatosum
Ceratostylis retisquama Rchb.f.,(1857).
La serra perfettamente messa a punto, già si intravedono i segnali per prossime abbondanti fioriture.
Fine tour con a destra l'imponente P. violacea del borneo.
Genere Vanda
Vanda tessellata (Roxb.) Hook. ex G.Don in J.C.Loudon, Hort. Brit.: 372 (1830).
Etimologia: Il nome Vanda deriva dal locale sanscrito (antico linguaggio di Hindi e Urdu)
e indica una pianta epifita, (anche se la parola significa vischio in Hindi) e il portamento di alcune altre piante che hanno una simile crescita,
in riferimento alla specie conosciuta come Vanda tessellata presente nel sud dell'India, nella regione del Bengala e nello Sri Lanka.
La tessellata è la specie tipo, la prima a fiorire in Europa nel 1819-1820. Il sinonimo è vanda roxburghi, nome dedicato al direttore del giardino botanico di Calcutta D.W.Roxburgh.
La tessellata, è una vanda di piccola taglia che cresce epifita in abbondanza sugli alberi, la fioritura di una pianta ben accestita avviene più
volte all'all'anno. Il gambo porta foglie distiche di consistenza carnosa di un verde scuro. Lo stelo florale è eretto e porta ordinarimente un numero da sei a dodici fiori
di 5 cm di diametro. I petali esteriormente sono bianchi, verdi giallastri davanti, con dei punti marroni a scacchi. Il labello trilobato forma sotto un corto sperone rosa vivo.
I lobi laterali piccoli, eretti, bianchi e il lobo anteriore d'un bel violetto porpora scuro. Ha un profumo delicato.
La varietà, o come si suol dire forma unicolor si distingue per il colore uniforme.
Syn. Vanda concolor. Foto 15-10-2011.
Gomesa crispa (Lindl.) Klotzsch ex Rchb.f., 1852
Esistono 123 specie di questo genere ma fino a qualche anno fa ne erano conosciute solo 10, la riclassicazione e le nuove scoperte ne fanno ora un grande gruppo.
Gomesa crispa è la più presente nelle collezioni per la sua grande bellezza. E' una pianta da serra fredda o intermedia che richiede protezione nei mesi estivi. E' di fondamentale importanza il perfetto frenaggio; in presenza di nuove vegetazioni va controllata dopo le bagnature perchè la permanenza
d'acqua all'interno dei nuovi germogli può compromettere la sopravvivenza della pianta, per questo va coltivata su zattera di sugero. I fiori sono delicatamente profumati. Originaria del Brasile e Sud America. Etimologia in onore di Bernardino Antonio Gomez
portoghese di nascita e medico botanico arrivato in Brasile come medico navale e autore di of Plant medicinais do Brasil. Questa pianta proviene da una divisione dell'amico Guido De Vidi. Foto 9-10-2011.
Fioriture 2011
Cattleya harrisoniana Bateman ex Lindl., Edwards's Bot. Reg. 22: t. 1919 (1836).
Fioritura del 2 settembre 2011. Coltivo questa orchidea da circa due anni tenendola nella zona più luminosa della serra. La pianta proviene dal vivaio di N&C.
Come per alcune altre Cattleye bifoliate, la harrisoniana ha resistito ad un caso di identità erronea per quasi un secolo. Per tutto questo tempo,
è stata conosciuta come una varietà della C. loddigesiii v. harrisoniae . Ora, è accettata come specie a se stante. Le differenze tra
le due specie consistono nel fatto che la harrisoniana non ha punti sui segmenti del fiore e un colore più profondo, generalmente pochi
fiori per bulbo e per la differente forma del labello. Inoltre, la loddigesii fiorisce in inverno da un fodero asciutto mentre la harrisoniana
fiorisce verso la fine dell'estate, inizio autunno da un fodero verde. Ci sono parecchie varietà riconosciute tra le quali vanno segnalate
la violacea e l'alba.

La Cattleya harrisoniana si sviluppa sulle pianure litoranee di Rio de Janeiro ed Espírito Santo, a volte è trovata nelle montagne
(DOS Órgãos di Serra) vicino ai fiumi che alimentano le pianure. L'altezza più elevata segnalata di Rio de Janeiro è di quasi
1000 metri in una località vicino alla città di Nuova Friburgo. È interessante notare che le montagne là sono abbastanza ripide e dalle loro
cime uno può vedere facilmente le pianure litoranee. Le piante in queste circostanze sono abbastanza rare. Le zone principali dove le piante
possono essere trovate in quantità estremamente alta sono sulle zone acquitrinose e secondo la stagione sommerse intorno a quei fiumi che
vengono frequentemente ostruiti dalle formazioni delle dune di sabbia. L'umidità è sempre alta e le temperature in estate sono molto
sgradevoli (almeno per gli esseri umani, le piante invece sembrano beneficino di questa alta umidità e temeratura ). Queste zone purtroppo si
stanno distruggendo ad un tasso sorprendente, a causa dello sviluppo sfrenato.
Cattleya bicolor Lindley 1836
Specie nativa del Brasile, molto fiorifera, può crescere in natura anche litofita in pieno sole. Possiedo questa pianta dal 2008, provenienza Franco Bianco di Orchidee rare. Pur avendo già fiorito anche gli scorsi anni la pianda dimostra
la qualità dei fiori, molto coriacei e duraturi, con i pseudobulbi che raggiungano una lunghezza di almeno 25-30 cm. Profuma di miele. Foto 31-08-2011.
Paphiopedilum liemianum (Fowliei) Karasawa e Saito 1982
Inizialmente questo Paphiopedilum fu descritto da Fowliei come sub specie del P. chamberlanianum, da questo invece si distingue soprattutto per il
colore delle foglie che sono leggermente marmorizzate, mentre il P. chamberlanianum come anche gli altri Paphiopedilum di questa sezione ha le foglie più uniformemente verdi.
Presente nel nord di Sumatra,
Cresce epifita sulle radici di alberi in sottosuoli calcarei e a volte in pareti calcaree, coperte di muschio, esposte completamente ad ovest ad altitudine tra 600 e 1000 metri.
Etimologia:
Il nome liemianum in omaggio a Liem Khe Wie, produttore indonesiano molto conosciuto che ha messo in coltura le prime piante di questa specie nel 1969.
La coltura di queste specie non è difficile, con eclusione del victoria-mariae che è più delicato. Come per tutti i Paphiopedilum il composto deve essere adatto a
mantenere un terreno soffice, drenante e contemporaneamente adatto a non rimanere mai asciutto. Il composto ideale per me è un misto di bark sminuzzato (in prevalenza), agriperlite, seramis, pomice e piccola aggiunta di torba fibrosa. Ogni coltivatore secondo le sue conzioni di coltura, ambiente, ecc, adotterà il composto più adatto.
Tutti i paphiopedilum della Sezione Cochlopetalum sono originari delle isole di Sumatra e Java. La loro caratteritistica principale è
l'infiorescenza multiflorale in successione tanto da durare per quasi un'anno intero. La sezione Cochlopetalum comprende, come classificata da Braem e Chiron, 7 specie:
P. chamberlanianum
P. kalinae
P. lienianum
P. primulinum
P. glauchophyllum
P. moquetteanum
P. victoria-mariae
Provenienza azienda agricola N&C.
Stanhopea oculata (Lodd.) Lindl., Gen. Sp. Orchid. Pl.: 158 (1832).
Originaria del Mexico, Colombia Centro e Sud America.
Questa orchidea è una delle mie prime specie botaniche che ho inziato a collezionare nel lontano 2005,
proveniente da una divisioncina di Guido De Vidi. Un'orchidea particolare, poco esigente, sopporta temperature molto basse e anche alte, d'estate si può posizionare all'esteno parzilmente ombreggiata.
La caratteristica principale di questa specie è la fioritura dal geotropismo negativo e la forma dei fiori molto complessa. Vanno coltivate in paniere di legno o meglio ancora di rete plastificata. I fiori emanano un'intenso profumo di vaniglia. Foto 28-8-2011.
Merita una visita anche il post sul sito Orchids.it
Zygostates lunata Lindl., Edwards's (1837).
Questa orchidea miniatura è originaia dell'est Brasile, cresce epifita in alberi ricoperti di muschio in zone umide e nebbiose e
nella zona di Paramo in Equador. Va coltivata in zattere di sughero o altri supporti adatti.
Le zygostates, circa 20 specie rare da trovarsi in commercio, sono orchidee molto resistenti l'importante è assicurare costantemente una buona umidità per tutto l'anno. Questo piccolo esemplare proviene da O&M (3-2010). Foto 9-08-2011.
BLC Waikiki Gold 'LEA' HCC/AOS
Questo incrocio è stato ottenuto incrociando la BLC. Pink Surprise con la C. forbesii registrato da Tharp, A. (Miyamoto’s) nel 1978.
Questo bellissimo clone "LEA" ha ottenuto l' Higly Commended Certificate dell'American Orchid Society. La pianta proviene da una divisione
di Guido De Vidi. La fioritura di questo incrocio è leggermente variabile quest'anno è all'altezza della premiazione ricevuta, foto del 6-8-1011.
Cattleya forbesii Lindl., Coll. Bot.: t. 37 (1826).
Prospera nella costa brasiliana da Rio de Janeiro a Santa Caterina, una specie quindi rigorosamente litoranea, adatta alle serre intermedie e facile da coltivare anche per coloro che vogliono cimentarsi con la coltivazione in casa. I fiori di questa specie sono molto graziosi con fusti dello spessore di una matita.
Il fiore fa 9 cm. di larghezza, con una sfumatura rosa sul labello che si evidenzia poco nella foto. Fu scoperta nel Brasile meridionale nel 1823.
Ecco la descrizione tratta dal testo:
“The Genera and Specie of Orchideaceous Plants di John Lindley 1830”
La pianta proviene dal vivaio di Franco Bianco ed stata acquistata nel 2006 in occasione di una mia visita alle sue serre.
Questa pianta si è dimostrata molto resistente superando il gelo nella mia serra, ricordo - 3° Centigradi nell'inverno 2009.
Collezione Alberto Ghedin, foto del 1° agosto 2011.
Cattleya Gaskelliana f. alba
Cattleya gaskelliana (NEBr.) BSWilliams (1885).
Originaria del Venezuela e del Brasile cresce sulle rocce o epifita ad altitudini tra i 200 e i 1000 metri.
Fu introdotta in Inghilterra dal Venezuela nel 1883 e fu chiamata così in onore del sig. Gaskell di Woolton, grande collezionista. Orchidea dalla facile coltivazione del gruppo delle labiata.
Inizia l'attività vegetativa subito dopo il leggero riposo invernale e fiorisce al completamento dei pseudobulbi,
quindi il suo periodo di fioritura può avvenire da giugno a setttembre. Va anaffiata con parsimonia finchè
i pseudobulbi superano i 3 centimetri poi l'annaffiatura va aumentata. Come tutte le cattleye ha bisono tra un'anaffiatura
e l'altra di un periodo più secco per evitare marciumi. Rinvasare solo quando i pseudo bulbi sono maturi, dopo la fioritura. Molto usata per le ibridazioni ha una fragranza delicata e piacevole.
Provenienza vivaio N&C 2010. Foto 10 luglio 2011.
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