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Paphiopedilum Sanderianum: "la sfida"
Chi non desidera avere un sanderianum, alzi la mano e giuri, ma non sarà creduto, tanto amata e ricercata è questa specie, quanto difficile è da coltivare e lenta da crescere, per questo è molto rara nelle collezioni, una vera sfida.
Decisi di acquistare una boccetta di semenzali di phapiopedilum rotschildianum nell'aprile scorso dopo aver visto un post su slipper orchid forum che segnalava un venditore statunitense
produttore di ottimi semenzali: orchid inn, il titolare invia le sue piante oltre oceano solo per importi sopra i 500 euro, anche a causa dell'obbligo di avere i relativi
certificati cites, quindi data l'importanza della cifra vi avevo rinunciato, ma un appassionato del forum mi informava che Sam, il titolare di Orchidinnusa, sarebbe venuto in Europa nel mese di giugno, quindi avrebbe potuto da Londra inviarmi la boccetta senza bisogno di
ulteriori adempimenti burocratici, poi assieme agli amici di Orchids club Italia decidemmo di recarci al PETERBOROUGH INTERNATIONAL ORCHID SHOW. Cosi ebbi modo di trasportare personamente la boccetta fino in Italia. Lo stress comunque del trasporto si è manifestato subito, il caldo e gli sbalzi
di temperatura avevano sciolto in parte l'agar, quindi decisi di deflascare  immediatamente le piante per evitare la propagazione di marciumi. Ho svasato la fiasca senza romperla con l'aiuto di una lunga pinzetta di plastica, facendo
attenzione alle delicate radici, visto anche che l'agar era intenerito. Poi ho sciolto ulteriormente l'agar residuo attorno alle radici con dell'acqua tiepida,  ho provveduto poi a spruzzare con un antifungigno, (poltiglia bordolese) in soluzione molto blanda,
i semenzali
per evitare marciumi. Queste operazioni delicate vanno effettuate molto lentamente e con molta cautela. Ho invasato immediatamente le 32 piantine in piccoli vasetti, accuratamente sterilizzati, usando come substrato: 1/4 di torba filamentosa; 1/4 di bark fine;
1/4 di seramis e 1/4 di agriperlite., dopo 15 giorni le piantine  sono state fertilizzate con 0,30 gm lt e trattate con mancozeb. Dopo un mese sono in ottima forma, anzi intravvedo qualche nuova radice; nel frattempo 4 piantine si sono traferite in serre di amici,... la sfida continua.
Il sanderianum fotografato all'EOC ed esposto da Alessandro Valenza, appassionato coltivatore di Paphiopedilum.
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