Miltonopsis roezlii

Miltonopsis roezlii
Miltonopsis roezlii
Roezlii Xenia O.
Roezlii Xenia O.
Roezlii aquarello
Roezlii acquarello

Miltoniopsis roezlii  (W.Bull) God.-Leb., Orchidophile (Argenteuil) 9: 148 (1889).

Sin. Miltonia roezlii (W.Bull) G.Nicholson, Ill. Dict. Gard. 2: 369 (1886).

Sin. Odontoglossum roezlii W.Bull, Garden (London, 1871-1927) 4: 20 (1873).

origine: Panama, Ecuador e Venezuela

Specie epifita

Etimologia: il nome in onore di Benedikt Roezl, botanico, collezionista e ricercatore Boemo (1824-1885) scopri’ circa 800 specie di orchidee.

Vedi la descrizione di James Bateman su A Monograph of Odontoglossum: http://www.biodiversitylibrary.org/bibliography/205 Si tratta di un’affascinante ed attraente specie poco collezionata (in commercio si trovano tanti ibridi provenienti da questa specie). Va coltivata con temperature intermedio-calde, differentemente da altre Miltonie botaniche provenienti da zone più elevate. Può fiorire due volte all’anno ed è profumata.  Preferibile coltivare questa specie con bark sottile e sfagno al 20% in piccolo vaso.

Aquarello da: http://www.flickr.com/photos/biodivlibrary/8385773647

Disegno tratto da Xenia Orchidacea 1824

 

 

Laelia anceps

Laelia anceps Lindl., Edwards’s Bot. Reg. 21: t. 1751 (1835).
Origine: Mexico e Honduras,  tra i 500 e 1500 mt.

Forma: epifita

Si riporta di seguito questa bella descrizione di J. Lindley in Edwards’s Botanical Register vol. 21 del 1836: “Una pianta molto bella di orchidea , importata dal Messico dalla ditta Loddiges, nella cui collezione il nostro disegno è stato realizzato lo scorso dicembre. In un primo momento sembrava essere Laelia grandiflora, (ora Laelia speciosa), ma il signor George Loddiges ci ha accertato che non si tratta di quella specie, che  tuttavia è molto probabile che egli possieda, ma invece di una pianta proveniente da Xalapa, con pseudobulbi a forma di pera, ognuno dei quali ha due o tre foglie violacee lanceolate. I pseudobulbi di questa sono notevoli per i loro contorni ovali, e per la loro figura a quattro angoli, con una cresta affilata piantata su ogni faccia di un bulbo compresso. Si dice che questa pianta è uguale in bellezza a qualsiasi Cattleya, ma questa ha una portamento molto più elegante della crescita in conseguenza della lunghezza dei suoi sottili steli, dai fiori alternati, e che diffonde un gradevole fragranza, avremo detto che è una delle più interessanti della tribù che ha fatto la sua fioritura nelle nostre serre.  Probabilmente avrà successo, senza difficoltà, in ogni serra atta per la coltivazione di Maxillaria e piante di tale descrizione.”

Un’orchidea delle più adatte ad essere coltivate in una serra intermedia, ai primi segni di abbassamento delle temperature in ottobre comincia la crescita degli steli floreali e la fioritura avviene in gennaio febbraio, fino a marzo.  Come mirabilmente spiegato dal grande botanico ha dei pseubobulbi inconfondibili tra tutte le Laelie e Cattleye, (che però in coltivazione tendono ad allungarsi)  e la bellezza e’ altrettanto affascinante. Ne esistono una infinita” di varieta’  dal colori piu’ svariati.  Molti dei motivi per cui è presente nelle collezioni amatoriali.

Cattleya cernua

 

cernua3

Cattleya cernua (Lindl.) Van den Berg, Neodiversity 5: 13 (2010).

Sin. Sophronitis cernua (Lindl.) Lindl., Bot. Mag. 65: t. 3677 (1838).

Sin. Sophronia cernua Lindl., Bot. Reg. 13: t. 1129 (1828).

Cenua dal latino cérnuus, in genere per descrivere un fiore dal capo piegato.

La descrizione di J.Lindley del 1828 (limitata al luogo di ritrovamento, alle condizioni naturali e in serra).

S. Cernua

Epiphyta, inter muscos vegetans…. Found upon. Tree at Botafogo, three miles from Rio Janeiro, by William Harrison (1), Esq., by whom it was transmitted to Mrs. Arnold Harrison, of Aigburgh, near Liverpool, whence it was obligingly sent with a sketch, in December 1826. It is a very remarkable little epiphyte, growing readily in decayed vegetable soil  among moss, in a hot humid shady part of the stove…”

“Epifita tra il muschio vegetale…Trovata su di un albero a Botafogo, tre miglia da Rio Janeiro, da William Harrison (1), Esq., dal quale è stata trasmessa  alla signora Arnold Harrison, di Aigburgh, vicino a Liverpool, da dove è stata cortesemente inviata con uno schizzo, nel dicembre 1826. È un’epifita veramente molto piccola, che cresce facilmente nel terreno vegetale decomposto tra il muschio, va tenuta in zona in parte ombreggiata in zona umida e calda della serra….”  

Ormai la zona di  Botafogo, luogo del primo ritrovamento, e’ quasi tutta urbanizzata; fortunatamente questa deliziosa miniatura in natura ha un areale che comprende tutta la parte occidentale del Brasile. Molto presente nelle collezioni, fiorisce a fine autunno-inizio inverno, adatta a condizioni intermedie. 

(1) Harrison, Henry, Richard e William erano 
collezionisti di piante britannici.
Henry e William hanno vissuto a Rio de Janeiro nel 1820, da dove inviarono le orchidee scoperte al fratello Richard di Aighburgh, vicino a Liverpool. Con Richard è cresciuta una grande collezione di orchidee brasiliane.
A Richard sono state dedicate le orchidee Oncidium harrisonianum e Cattleya Harrisoniana.

Libreria-Aggiornamento 2017

Libri storici di pubblico dominio

A monograph of Odontoglossum 1874 Bateman
A second  century of orchidaceus, Bateman 1867
Annals of the Royal Botanic Garden, Calcutta, 12 volumi 1891
Australian orchids vari vol.  1875-1882
Collection d’orchidées :aquarelles originales
Curtis’s Botanical Magazine, 103 volumi 1785-1865
Dictionnarie iconographique des orchidees,15 v. 1896-1907
Edward’s Botanical register 29 volumi 1769-1865
Flores des serres et de jardin, 23 vol. 1810-1876
Illustrations of orchidaceous plant, Bauer
Le orchidee, Angiolo Pucci, 1905
Les orchidées exotiques et leur culture en Europe 2.vol.
Les orchidées, histoire iconographique
L’illustration orticole 43 vol. 1856
Lindenia iconographye 17 volumi
Orchid album, williams 1882
Orchids the Royal  famiy of plants 1885
Paxton’s Magazine of botany 1834-1849 16 volumi
Paxton’s Flower Gardens 3 vol. 1850.1853
Pescatorea, 1860,  J. Linden
Plantae Asiaticae Rariores 1830 3.vol.
Reichembachia, 2 vol. 1888-1890 Sanders
Revue orticole 1899 svariati volumi
The Botanical Register, 14 vol.
The botany of the Antartic voyage  6 vol.
The Gardners chronicle
The orchid album 1884 11 vol. Williams 1882-1897
The Orchidacee of Mexico e Guatemala, 1837 Bateman
Xenia orchidacea, Reich. 1824-1889  4 vol.

Altro libro da segnalare è quello scritto da Rebecca Tyson Nortem Le orchidee Rizzoli si trova in inglese (Home Orchid Growing) usato a prezzi accessibili.  Altro libro molto interessante scaricabile (sono due enormi volumi oltre 2000 pagine) Les Orchidees exotiques di Lucien Linden, vi racconterà la storia delle esposizioni , in francese.Una libreria è fondamentale per il coltivatore di orchidee. in Italia esistono poche e rare pubblicazioni, all’estero invece si trovano molti e utili libri. Alcuni libri si possono scaricare anche da internet, tra tutti segnalo il Libro Le Orchidee Hoelpi 1905, Scaricabile dal sito http://www.biodiversitylibrary.org/item/52686#page/5/mode/1up    è ancora attuale per insegnarvi a coltivare e far fiorire molte specie nonostante i suoi 111 anni.

In commercio si trova una riedizione integrale di “Pescatorea” con i testi e disegni originali dell’edizione del 1860 in lingua francese. Il grande botanico descrive una cinquantina delle più belle specie  di orchidee, con note precise sulla loro coltivazione. Un libro importatissimo non solo per la storicità ma per la descrizione scientifica delle specie. Costo economico adeguato (70 €) data la qualità di stampa ottenuta. Un libro che non può mancare agli appasionati di paphiopedilum. Bram & Chiron descrivono dettagliatamente  tutte le specie fin quì scoperte con note e dettagli molto precisi . Indispensabile e unico. Si può trovare sia in lingua francese che inglese.
Un libro questo del botanico americano Harold Koopowitz che oltre ad approfondire le specie botaniche affronta accuratamente
sopratutto i principali incroci ottenuti tra le più importanti specie Dal sito Botanicus   http://www.botanicus.org/item/31753000315736″si può scaricare uno dei più importanti libri antichi sulle orchidee, pubblicato a Londra nel 1837-43 in varie parti, una vera rarità. In origine era stato pubblicato in sole 125 copie e all’epoca era considerato il santo gral degli orchidofili. In the orchidaceae of Mexico & Guatemala il grande botanico James Bateman descrive 40 nuove specie accompagnate da splendidi disegni, uno di questi recentemente è stato battuto all’asta per 250.000 $. Non mancano descrizioni di coltivazione e come costruire una serra con le tecniche conosciute all’epoca.
Il libro ha 135 pagine tutte in fotografia. Per una eventuale stampa occore munirsi di un gruppo di cartuccie e poi procedere alla sua rilegatura.  Nuovo acquisto arrivato in biblioteca. Nel mio viaggio recente a New York non ho resistito a visitare anche qualche libreria, due per la precisione, non molto grandi come dimensioni e con presenze di testi contenute, tra cui in tutte il nostro Flora’s Orchids, ma non mi è sfuggito questo bel testo di edizione inglese che descrive oltre 1100 specie botaniche in misura dettagliata in 300 pagine in formato 31 x 24 e foto dettagliate. Costo 29,95 dollari, 18 € circa. Da non perdere. Per la cronaca si trova facilmente anche via internet in GB.

The Paphiopedilum Grower’S Manualdi Lance A. Birk appassionato e studioso ricercatore ha redatto un libro molto completo
su quasi tutte le specie di paphiopedilum botaniche con particolari di coltivazione, foto e nozioni molto dettagliate. 281 pagine

Flora’s OrchidsTimber press. Libro voluminoso di 358 pagine con foto e dettagli di coltivazione di oltre 1500 orchidee. Utilissimo e indispensabile.

Orchidee. Libricino di 78 pagine editoda REDA 1989 e curato da Mario Dalla Rosa, molto particolare e con capitoli specifici su: Cattleya, Paphiopedilum, Phalaenopsis, Cymbindium e Oncidium.
Il grande libro delle Orchidee Di Magali Martija-Ochoa De Vecchi editore ed 2003. Pag. 190. Libro con scarse ed insufficienti informazioni.
Orchidee Guida illustrata alla storia naturale e alla coltivazione. edizioni Zanichelli di autori vari. Edizione 1992. 207 pagine per un libro molto voluminoso, completo e fondamentale con una carrellata sulle principali specie botaniche maggiormente collezionate. Libro anche ricco di molte fotografie e particolari dettagliati. <br>
Orchidee. Libro edito da Edagricole e curato dall’ALO Associazione Laziale Orchidee.
The Genus PHAPIOPEDILUM. Di Phillip Cribb, uno dei più importanti botanici, specialista dei paphiopedilum, il libro contiene la classificazione  di tutte le specie botaniche, con foto in situ, particolari botanici di ogni specie, disegni, foto dettagliate e molto curate per tutte le specie.

 

 

L’orchidea nera

Maxillaria schunkeana Campacci & Kautsky, Orquidário 7: 136 (1993).

Seppure introdotta recentemente si e’ molto diffusa nelle collezioni velocemente per la fama di essere l’orchidea nera per eccellenza, tanto che e’ difficile anche vederla in fiore senza scrutare tra le foglie.Questa è una delle più piccola specie di questo genere con un fiore dai colori più insoliti. Presenta dei pseudo bulbi fusiformi e cilindrici con due figlie lineari piegate longitudinalmente lungo la nervatura centrale (conduplicate), con un singolo fiore attaccato alla base del pseudo bulbo.

 Habitat naturale: si tratta di un’orchidea endemica dello stato di Espírito Santo, in Brasile, dove cresce in habitat di foresta pluviale atlantica, tra 600 e 700 metri sul livello del mare.

Coltivazione: Va coltivata in piccolo vaso con substrato di corteccia di piccola pezzatura. mantenere tutto l’anno con temperature intermedie e un alto grado di umidità. Irrogare e concimare costantemente con riduzioni in inverno.

Colgo l’occasione per inviare a tutti i visitatori del sito Buone Feste

Dendrobium – Stop and Go (fermati e vai)

Coltura dei Dendrobium sezione Densiflora

famiglia  Orchidaceae

sottofamiglia   Epidendroideae

tribù Dendrobieae

sottotribù Dendrobiinae

genere Dendrobium  Swartz 1799

Il Genere introdotto dal botanico svedese Olaf Swartz nel 1799 in un celebre volume “Memorie dell’accademia di scienze di Stoccolma”. Il nome da dendros che significa albero e bios, vita, cioè vive sugli alberi. Stesso significato di epidendrum.

 Sezione Densiflora, secondo la classificazione del botanico Schlecheter.

Sono specie  che presentano infiorescenze a grappoli pendenti tra le più caratteristiche e belle di tutto il genere. Molto apprezzate dai collezionisti anche se la durata delle fioriture è di 15-20 giorni.

Specie: dendrobium  lindleyi (aggregatum), dendrobium chrysotoxum, dendrobium densiflorum, dendrobium amabile, dendrobium farmeri, dendrobium harveyanum e dendrobium thyrsiflorum.

Coltura: Durante la stagione di crescita attiva, le piante richiedono grandi quantità di acqua e fertilizzanti, così come buona luce. Dopo che le piante hanno completato la formazione dei  pseudo bulbi richiedono una sospensione quasi completa dell’ acqua, e la cessazione di fertilizzanti a base di azoto. Questa regola  è simile a quella che sarebbe la condizione in natura caratterizzata dai monsoni estati molto piovose e inverni secchi. Quindi in inverno vale questa regola : “acqua quanto basta per evitare di raggrinzire i pseudo bulbi”.  Non dimentichiamo di posizionare queste specie nella parte più luminosa della serra collocando le piante con appendi vasi nella parte più alta; il fresco invernale notturno in serra farà il resto. Dopo questo opportuno stop partiranno le nuove fioriture a inizio primavera che vi daranno delle grandi soddisfazioni.

dchrysotoxum

Dendrobium chrysotoxum Lindl., Edwards’s Bot. Reg. 33: t. 19 (1847).

Sin. Callista chrysotoxa (Lindl.) Kuntze, Revis. Gen. Pl. 2: 654 (1891).

lindley

Dendrobium  lindleyi

 

amabile

Dendrobium amabile

Genere acampe

Il genere comprende solo otto specie ed è stato creato nel 1853 da Lyndley. Specie tipo: Acampe rigida. Un genere di orchidee della sottofamiglia Epidendroideae (tribù Vandeae sottotribù Aeridinae). Il nome deriva dal greco akampes, che significa rigida  e si riferisce ai piccoli fiori fragili che non hanno flessibilità.

Acampe carinata (Griff.) Panigrahi, Taxon 34: 689 (1985).

Sinonimo acampe papillosa.

Zona di provenienza: India e Himalaya in Hainan

Epifita, camaefita a 600-1000 mt sul livello del mare, in zone soggette a monsoni, ovvero nei mesi dicembre e gennaio precipitazioni assenti e settembre-ottobre, febbaio-marzo scarse.
Specie che può essere coltivata senza difficoltà in serra intermedia,  con condizioni simili alle vanda ma in posizione più riparata, in supporti legnosi e lunghi; fiorisce in novembre-dicembre. I fiori profumati sono molto belli e particolari.

Le altre specie:

Acampe cephalotes

Acampe hulae

Acampe joiceyana

Acampe ochracea

Acampe pachyglossa

Acampe praemorsa

Acampe rigida

Paphiopedilum wardii

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Paphiopedilum wardii Summerhayes, in the Gardners’ Chronicle, terza serie, 92: 446 (1932).

Distribuzione e habitat

Nord est di Myanmar e e sud est della Cina a circa 1200-1500 mt d’altitudine, sia terricola, su lettiere di foglie all’ombra di alberi,che litofita su rocce coperte di muschio.

La specie e’ stata scoperta nel 1922 da Frank Kingdong Ward, capitano dell’armata britannica in Myanmar.

La fioritura avviene nel periodo dicembre-febbraio. Specie di facile coltivazione, molto adatta per la serra intermedia.

in foto: Paphiopedilum wardii ‘Nicola’ MB/AIO

 

Paphiopedilum armeniacum

 

 

paphiopedilum-armeniacum

Paphiopedilum armeniacum S.C.Chen & F.Y.Liu, Acta Botanica Yunnanica 4: 163 (1982).

Origine: China (W. Yunnan) e N. Myanmar. Questa specie è stata descritta da piante raccolte da A.L. Zhang nel 1979 a Bijiang, Provincia di Yunnan, Cina.  Inizialmente, Cribb (Cribb & Tang 1983) ha sollevato la possibilità che il  Paphiopedilum armeniacum potesse essere una variante di colore del Paphiopedilum delenatii. La diversità è stata poi riscontrata perché il Paphiopedilum armeniacum ha dei stoloni piuttosto lunghi, assenti nel Paphiopedilum delenatii.

Specie terricola e litofita ad un’altitudine  di 2000 mt in zone calcaree a medio ombreggiamento.

La Bellezza della pianta è esaltata dalle foglie fortemente marmorizzate di un verde scuro. A differenza di molte orchidee è attraente anche quando  non è in fioritura.

Coltivare in cestelli traforati, visto il portamento con presenza di stoloni. Usare un substrato con presenza di muschio e agriperlite, come per tutti i Paphiopedilum portando la luminosità al 50%.