Zanatta arreda il verde -Esposizioni 2017

Ottima la prima – Esposizione FIO – Zanatta arreda il verde 2017

La prima mostra Fio del 2017, un successo e non solo a livello espositivo, basta guardare questa selezione di foto per capire la qualità di questa esposizione.

La Floricoltura Zanatta non e’ un normale Garden è una realtà che coniuga la passione per la natura e la coltivazione del bello. Per quanti Garden abbiate modo di visitare difficilmente potrete trovarne uno più fornito di orchidee con specie botaniche e cloni di incroci selezionati a prezzi molto contenuti. L’accoglienza dei titolari è esemplare ed unica. Un plauso è d’obbligo. Quanto all’esposizione penso che sia stato un grande successo per la qualità e il valore botanico delle specie esposte.  Non perdetevi le prossime esposizioni organizzate o con la partecipazione della FIO, sarà un’emozione continua ed impagabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esposizioni al nastro di partenza

 I prossimi appuntamenti a cura e/o con la partecipazione della Federazione Italiana Orchidee  (2017) per maggiori info visita il sito FIO in Links utili.

Parte dal prossimo sabato 25 marzo la stagione delle esposizioni che ci vedranno partecipi. L’invito, rivolto anche a chi coltiva  orchidee in casa e’di portare le proprie piante in esposizione e condividere cosi’ le fioriture tra tutti gli appassionati e appassionate. La stagione propizia ci riservera’ delle belle fioriture, uniche come sempre.

25 Marzo           Zanatta Alberto (TV) “Arreda il Verde”.
   Via Gelsomini 1/G Treviso
                      

Esposizione Orchidee alla Festa di Primavera. Dalle 9:00 alle 19:00
    

—                    

1-2 Aprile         Cappella Maggiore (TV)
                 

Presso l’Oratorio Parrochiale P.zza Vittorio Veneto (c/o Municipio)
                     

Esposizione. 1 Aprile dalle 15:00 alle 18:00. 2 Aprile dalle 9:00 alle 18:00
                         

22-23 Aprile       San Daniele del Friuli (UD)
                     

Esposizione all’interno della manifestazione “San Daniele Sboccia”.
                            

Via Garibaldi 23. Dalle 9:00 alle 19:00

23-25 Aprile       San Donà di Piave (VE) “Orchidee a teatro”
                                   

Teatro Metropolitano Astra
, via Giannino Ancillotto 16, San Donà di Piave, Venezia
                             
Esposizione. Dalle 9:00 alle 19:00

20-21 Maggio    Osoppo (UD)  “Festa delle Orchide
                            

Esposizione di orchidee tropicali.

27-28 Maggio    Mezzo Corona (TN) “Orchids and Wine”
                           

Cantine Rotari, Mezzocorona, Trento
                            

Esposizione biennale a cura dell’Associazione Trentino Orchidee (ATO)
                           

Segue aggiornamento… 

Il Bicentenario di Walter Hood Fitch

Il Bicentenario di Walter Hood Fitch

Quest’anno ricorre il bicentenario della nascita di Walter Hood Fitch, un artista poco conosciuto al di fuori del campo della storia naturale eppure e ‘ stato probabilmente il più prolifico, e uno dei più talentuosi artisti botanici del diciannovesimo secolo. Lo ha ricordato di recente il Kew Garden di Londra. (1)

Walter Hood Fitch (28 febbraio 1817 – 1892). Nato a Glasgow, in Scozia. (2)

Nel 1841, quando il botanico William fu nominato direttore dei Royal Botanical Garden di Kew, prese Fitch con lui e Fitch uso’ la residenza nella nuova casa di Hooker a  West Park.  Fitch divenne l’unico artista per la rivista, così da fornire la maggior parte delle illustrazioni per le pubblicazioni ufficiali di Kew nei successivi 40 anni. Fitch illustrò più di 2.700 piante per il Curtis Botanical Magazine  e pubblico’  oltre 10.000 illustrazioni in totale.  Lavorò con William nel volume Icones Plantarum (1836 – 1876).

I suoi disegni botanici sono talmente accurati, il suo stile così netto, da essere inconfondibili tra tutti gli altri, anche la colorazione e’ molto realistica.  L’acuto senso della forma e la disposizione delle foglie e’ una sua caratteristica unica.

Basta  guardare un suo disegno botanico per farvi esclamare:  “questo e’ di sicuro di Fitch”.  Walter Hood Fitch uno dei più bravi disegnatori botanici del 900. 

1- vedi la recensione del Kew http://www.kew.org/blogs/library-art-and-archives/walter-hood-fitch-an-incomparable-botanical-artist

2 – wikipedia https://en.m.wikipedia.org/wiki/Walter_Hood_Fitch

  • Journal of botany vol. 30 del  1892 pagina 100-103

Quando si dice splendida è splendida

Laelia splendida
Laelia splendida part.

Laelia splendida (Schltr.) L.O.Williams, Darwiniana 5: 77 (1941).

Sinonimo: Schomburgkia splendida Schltr., Repert. Spec. Nov. Regni Veg. 12: 212 (1913).

Distribuzione: Colombia ed Ecuador

Epifita  o litofita tra 600 e 1500 mt

Dalla descrizione di A. Rolfe in The Orchid Reviev vol.26 1918:

“S. Splendida è stata descritta da esemplari raccolti in Boqueron del Dagua, sulla Cordigliera occidentale della Colombia, nel 1905, da H. Pittier.  I  precedenti esemplari furono  raccolti da Ed.  Andre sulle rocce tra Jimenco e Marengo, sul Rio Dagua, (circa 1000 mt s. l. del m.) già nel mese di aprile, 1876 e da Lehmann sul Rio Esmita.  S. splendida è una delle più grandi specie del genere e porta grandi pseudobulbi fusiformi pseudobulbi e steli lunghi 1,20 mt, con grandi brattee lanceolate oblunghe e circa dieci-quindici fiori.  I sepali e petali sono lunghi quasi 5 cm (2 pollici) , molto ondulati, e di colore viola marrone scuro, mentre il labello trilobato è rosa-viola, con Il   centro pallido.  E ‘più simile a una edizione ampliata di S. undulata.

Va coltivata in serra intermedia, in vaso, cercando di dare molta luce e concimazioni dalla primavera all’autunno per permettere una buona maturazione degli pseudobulbi.

Fiorisce da febbraio ad aprile e la fioritura dura 4 settimane.

Si e’ proprio splendida, veramente splendida. (Foto 9 marzo 2017)

Cattleya Lundii

Esemplari: collezione Alberto Ghedin
Cattleya lundii

11 anni di coltivazione foto 2 marzo 2017

lundii3

Cattleya lundii (Rchb.f. & Warm.) Van den Berg, Neodiversity 3: 9 (2008).

Sin. Laelia lundii (Rchb.f. & Warm.) Rchb.f. & Warm. in H.G.Reichenbach, Otia Bot. Hamburg.: 92 (1881).

Specie epifita

Il nome da Lund’s ricercatore Danese raccoglitore della prima pianta.

Distribuzione:  Bolivia, Argentina, Brasile e Paraguay

Epifita o  litofita a 700-1000 mt.
Un’orchidea miniatura che è preferibile  coltivare in cestello di legno,  per garantire un adeguato drenaggio  e permettere di appendere in alto per dare ottima luminosità. Una Cattleya che si può adattare meglio di altre in serra intermedia. Nella mia serra fiorisce puntualmente a fine febbraio, sopporta facilmente temperature invernali intorno agli 8-10°.

Questa specie coltivata nella mia serra ha ottenuto tre riconoscimenti botanici ed esattamente: Cattleya lundii “Rosetta” MB/AIO 2012, MB/AIO 2015, MB/FIO 2016. (Precedenti riconoscimenti di questo clone:  SM/EOC Hannover 1994, SM/EOC Padova 2005).

Si è detto che per anni sia  rimasta un mistero l’origine di questa specie, in realtà non è vero, in quanto in una delle prime descrizioni in  Flora Brasiliensis, enumeratio plantarum del 1898 si descrive il luogo di ritrovamento abbastanza dettagliatamente: “Habitat in silvis in supra arbores ad Lagoa Santa (1) prov. in Minas Geraies: Warming.- Floret giugno.”

La fioritura è variabile di qualche mese, la mia Cattleya lundii v. alba fiorisce sempre a metà febbraio, la specie tipo invece fiorisce puntualmente nei primi giorni di marzo.

Disegno del 1900 pubblicato su Xenia Ochidacea con il nome di Laelia reichenbachiana.
1. labello   2. colonna dalla parte  anteriore 3. colonna senza antere 4. colonna 5. antere angolo 6 e 7. masse polliniche. Per gentile concessione di Bodiersity Heritage Library.

L’ultimo cambio di nome in Cattleya del 2008 obbligatoriamente dovuto in base all’analisi del DNA. Una delle piu’ belle Cattleya miniatura che merita di essere collezionata.

(1) Lagoa Santa, altitudine 413 mt, Minas Gerais, Brasile a 54 Km da Belo Horizonte temperature minima 20° massima 32°, con minime di 14-15° maggio- giugno-luglio. Clima: Si riscontra un clima tropicale. Vi è molta meno piovosità in inverno che in estate. Il clima è stato classificato come Aw secondo Köppen e Geiger. 24.3 °C è la temperatura media. 1498 mm è il valore di piovosità media annuale. Agosto è il mese più secco con 23 mm. In Gennaio avviene la maggior parte delle precipitazioni, con una media di 280 mm.

Cattleya lundii f. alba,  Coltivazione 2017

 

 

Dendrochilum glumaceum

Dendrochilum glumaceum Lindl., Edwards’s Bot. Reg. 27(Misc.): 23 (1841).

Etimologia : Il nome di questo genere è derivato dall’unione  di due parole greche: δένδρον (dendron), che significa “albero”, e ‘ χειλος (Kheilos) che significa “labbro”; in riferimento al labello. Il nome glumaceum  da glume, infiorescenze composte, dette spighe, delle graminacee.

Specie endemica del Borneo e Filippine, epifita tra i 500 e i 2300 mt. In foreste pluviali montane in associazione con muschio. La specie e’ stata scoperta da Cumming nelle Filippine e fiorita nelle serre dei Loddiges.

Fiorisce puntualmente a meta’ febbraio, i fiori profumati durano circa un mese. L’infiorescenza cresce nei nuovi pseudobulbi in fase di formazione. E’ una specie molto attraente che  risalta nelle esposizioni quando diventa ben accestita.

Come tutte le specie del genere va coltivato con temperature intermedie dai 10 ai 30° senza particolari difficoltà.

Genere Amesiella

Genere Amesiella

Amesiella Schltr. ex Garay, Bot. Mus. Leafl. 23: 159 (1972).

Etimologia: in onore di Ames Oaks, (1874-1950) botanico americano  e ricercatore.

Comprende tre specie originarie delle Filippine.

Amesiella monticola Cootes & D.P.Banks, Orchids Austral. 10(5): 26 (1998).

Amesiella minor Senghas, J. Orchideenfr. 6: 121 (1999).

Amesiella philippinensis (Ames) Garay, Bot. Mus. Leafl. 23: 160 (1972).

Amesiella monticola

Amesiella monticola, specie epifita; non e’  semplice da coltivare e far fiorire, pur essendo più robusta delle altre due.  E’ originaria di zone montane a 1800-2000 mt. da cui deriva il nome “monticola” ai bordi di foreste pluviali. Può sopportare anche temperature estreme  dai 4 ai 40 gradi C. Va coltivata in supporto di sughero garantendo una buona umidità. Orchidea miniatura molto attraente. Il fiore di un bianco avorio e profumato è molto interessante e bello, ma anche delicato e occorre garantire un buon movimento d’aria. Per molto tempo queste specie sono state confuse con le sue simili del genere Angraecum, che però sono endemiche dell’Africa e del Madagascar.

Scaphosepalum verrucosum

Scaphosepalum verrucosum (Rchb.f.) Pfitzer in H.G.A.Engler & K.A.E.Prantl (eds.), Nat. Pflanzenfam. 2(6): 139 (1888).

Figura 1. Lankester Composite Dissection Plate (LCDP) of Scaphosepalum verrucosum (Rchb.f.) P tzer. A. Habit. B. Flower. C. Dissected perianth. D. Column and lip, lateral view. E. Lip. F. Pollinia and anther cap. Photographs by AK based on JBL-990078 (JBL-spirit).  Foto riportata da: Lankersteana vol.16 n. 2 2016 p. 237. 

Distribuzione: Colombia, Ecuador, Blivia, Venezuela e Guyana tra i 1300 e 3500 mt.

Epifita, terrestre o litofita. Specie miniatura  (come si può osservare  dalla dissezione in Figura 1)  Adatta alla serra intermedia. La fioritura si mantiene per anni in sequenza su di un lungo stelo finissimo. Gli Scaphosepalum sono orchidee molto interessanti, di piccola taglia ma con fioriture continuative. Molto adatta da coltivare a temperature intermedie. Coltivare in piccolo vaso con bark di pezzatura molto fine con aggiunta di agriperlite per garantire una buona umidità.   Nebulizzazioni costanti sono necessarie; concimazioni regolari a dosi ridotte 0,5 gr lt.  Quando inizierete a coltivare uno Scaphosepalum vi  innamorerete di queste specie che non non si stancano mai di fiorire e vi daranno molte soddisfazioni.

Si ringrazia il giornale scientifico Lankesteriana, Lankester Botanical Garden,  per mettere a disposizione le tavole  di dissezione come questa in figura 1.

Laelia superbiens

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Laelia superbiens Lindl., Edwards’s Bot. Reg. 26(Misc.): 46 (1840).

Distribuzione:

Mexico (Oaxaca, Chiapas), Guatemala e Honduras

Crescita in natura: Epifita 

Una delle più affascinanti specie di Laelia. 

Una divisione ben strutturata di questa specie potrete portala a fioritura ogni anno che avviene tra gennaio  e marzo. In natura lo stelo floreale può arrivare fino a 4 metri  in serra sugli 80-90  cm. Io preferisco coltivare questa specie appesa ad una zattera di legno visto anche che  ha delle radici che vanno oltre il metro.

Imperdibile la descrizione di Bateman del 1837 che vi riporto per la parte descrittiva dell’habitat. “Questa veramente magnifica pianta e’ originaria dei distretti piu’ freschi del Guatemala, di cui l’onore della scoperta e’ giustamente rivendicato dal Sig. Skinner. Il signor Hartweg  l’ha incontrata anche in abbondanza nel quartiere di Chantla, e ne ha trasmesse alcune enormi masse alla Società orticola;  ma purtroppo nessuna delle piante inviate dal Sig. Skinner sono ancora fiorite.  Il disegno di Miss Drake e’ stato più accuratamente preparato da materiale comunicato da Skinner, e non c’è dubbio che, per quanto brillante può apparire la sua rappresentazione, non riuscirà a rendere giustizia alla splendore della pianta viva.  Rispettando il suo habitat il Sig. Skinner scrive quanto segue:

Ho scoperto la Laelia superbiens  nel villaggio di Sumpango, piantati dagli abitanti di fronte alle loro porte.  Questo è stato nel 1839 in seguito (nel mese di novembre, 1840,) sono andato alla ricerca del suo vero habitat, e, dopo un’escursione di tre giorni, che si trova nelle Barrancas di Sachmarachon, vicino alla città di Comalapa, una ventina di leghe a nord della città di Guatemala.  Qui esiste in immense quantità;  gli esemplari più fini che crescono senza fessure delle rocce, e al riparo dai venti del nord.  Alcune delle piante avevano pseudobulbi dell’altezza di 55 cm, con steli di fiori quattro metri di lunghezza, e verso l’alto dei cuscinetti di venti fiori (un esemplare di cui ho mandato i fiori secchi, ne aveva ventidue. Da questo esemplare, che era straordinariamente ben conservato, Miss DRAKE ha fatto il disegno.  I fiori sembrano essere stati tutti in perfezione insieme.

Ho fatto questa escursione (2 novembre) quando sono arrivato alla città di Comalapa, il terreno era coperto di brina, le Laeliae, tuttavia, come si è già detto, erano solitamente esposte a nord, e, se questo non era il caso, le piante aveva un aspetto stentato. Il nome dato alla Specie dagli indiani Comalapa è “Coteach Kiaj”, che significa semplicemente fiore rosso, ma dagli abitanti che parlano spagnolo, è stata chiamata La Vara del Senor San José, Il bastone di  San Giuseppe.  

Altrove (Vedi in Bot. Reg. Misc. 87, 1840) Skinner afferma che in Chanthla vi e’ un’altro habitat della pianta, è molto freddo, la consueta gamma del termometro e’ di  13-18 gradi, ed esprime la sua convinzione che per coltivare con successo in Inghilterra, sarebbe necessaria una temperatura simile in  serra, questo non avviene per la maggior parte delle piante che, al loro arrivo, sono state collocate in un ambiente caldo e umido già senza vitalità, mentre quelli che sono stati sottoposti ad un trattamento di raffreddamento sono riusciti molto meglio, e in alcuni casi hanno iniziato la fioritura, anche se gli scapi floreali non sono arrivati a maturità. Probabilmente quando le piante sono più saldamente stabilizzate possiamo essere risparmiati di tale amara fine, ma c’è molto da temere che le specie sapranno sempre dimostrare di essere ribelli in coltivazione.  Attualmente sembra prosperare meglio sospesa alle travi, in blocchi di qualsiasi legno duro o corteccia. “

 

Cattleya percivaliana

Cattleya Percivaliana ametistina

Per ogni grande orchidea una gran bella storia

Cattleya percivaliana (Rchb.f.) O’Brien, Gard. Chron., n.s., 20: 404 (1883).

Le descrizioni dettagliate

-This variety was advanced as a “labiata,” but it is neither like C. labiata nor C. Mossiae, as it was  certainly new to collections; and as a good variety of it is a lovely thing it will always hold its place, simply bearing the name of the genial Birkdale Orchidist.

-Questa varieta’ e’ stata definita come C. ‘labiata’ o C. Mossiae, come è stata certamente una novità per le collezioni; e’ una buona varietà di essa è una bella cosa che saprà sempre tenere il suo posto, è sufficiente che porti il nome del Birkdale geniale orchidologo. 

Sin Cattleya percivaliana var. alba R.Warner & B.S.Williams, Orchid Album 3: t. 131 (1884).

-The following New Orchids were exhibited at the meeting of the Royal Horticultural Society at South Kensington of February 12th, and were severally awarded First Class Certificates:-

Cattleya percivaliana alba.-A most chaste and beautiful variety of this novelty, having pure white sepals and petals, and a white lip a blotch of yellow in the throat. Xibited by R. P. Percival, Esq. Birkdale, Southport.

Distribuzione

Colombia e Venezuela

Epifita tra i 1400 e 2000 mt  

Reichenbach denomino’ questa specie come  Catlleya percivaliana per onorare il signor R.P. Percival di Birkdale, Southport, Inghilterra. Sir Percival era un’entusiastico coltivatore privato di orchidee, un hobbista, descritto dai suoi amici come “il geniale Birkdale orchidologo.” 

La fioritura avviene in autunno-inverno nelle nostre serre, mentre in natura avviene tra marzo e aprile.

 ….F. Sander  cosi’ commenta: “Quando il professor Reichenbach per primo descrisse questa nuova Cattleya dai campioni  che gli ho mandato, ha concluso la sua descrizione con la previsione che questo Cattleya può rivelarsi una fonte di grande divertimento. Questo è stato quattro anni fa. Da allora migliaia di piante sono state distribuite, non solo in questo paese ma in tutta l’Europa e nel Stati Uniti, e molto divertimento è stato senza dubbio da esse derivato, perché ha dimostrato di essere una delle più belle orchidee, estremamente variabile a colori, e particolarmente preziosa per la sua fioritura nel pieno dell’inverno.  La sua introduzione ha  risvegliato una buona dose di interesse tra orchidologi, che erano sempre stati ansiosi di ottenere un Cattleya che potesse fiorire durante l’ultima parte dell’anno, in modo da riempire la frattura che si verifica tra la fioritura della vecchie autunnali C. labiata e C. trianaei.  C. Percivaliana fa questo, comincia a fiorire nel mese di gennaio e continua in fiore a marzo in modo che ora, dopo l’introduzione di C. Gaskelliana, che fiorisce alla fine estate e autunno, abbiamo Cattleya fiorite tutto l’anno.”

Frederick Sander, sosteneva a ragione  che nessuno potrebbe scambiarla per qualsiasi specie e “un ragazzo potrebbe ritirarla fuori con gli occhi bendati in una serra. Dicendo questo: “perché il suo profumo è unico e devi sentirlo una sola volta per essere in grado di identificare la specie da allora in poi.”

Il profumo e’ piccante-speziato e desiderabile.” 

E’ bene sapere che non e’ difficile  da coltivare e’ fiorisce senza particolari problemi con le condizione di coltivazione delle normali Cattleye.    La C. percivaliana ametistina della mia collezione ha una fioritura anticipata, fiorisce a fine ottobre rispetto alla specie tipo, dicembre e alla forma alba che fiorisce da dicembre a febbraio.

Cattleya percivaliana alba “Gianmaria”
Foto:  Cattleya percivaliana alba ‘Gianmaria’, per Gianmaria Conte che ha condiviso con me questa profumata specie nel 2015. Coltivazione Alberto Ghedin, gennaio 2017.
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